«È evidente che il processo di acquisizione della corporeità é per l’uomo destino
e questo è dovuto al fatto che le sue parti hanno, non solo nell’infanzia ma in tutta la vita, un significato spirituale.
Il corpo non è solo un problema di acquisizione dei primi sette anni ma il terreno di elaborazione delle nostre esperienze per tutto l’arco della vita da cui sorgono o si preparano facoltà ma anche impedimenti è limiti.
In ognuna di queste parti, l’uomo incontra il divino; in ogni parte dell’uomo è presente tutto l’uomo, in ogni parte dell’uomo è presente un angolo di cielo e tutto il cielo.
In ogni momento il corpo mantiene aperto il contatto con le Forze che lo hanno formato secondo una fisiologia che è al contempo terrestre e celeste.
Il corpo ci è affidato, è affidato alle nostre più care cure e non è opera nostra».
Dottor Francesco Leonelli – Lezioni per i medici Antroposofi
Dunque una forza spirituale ha pensato, creato, dato vita e mantiene in forma il nostro corpo fisico.
Conoscere il nostro corpo fisico significa entrare in contatto con le Forze che lo hanno progettato, con Forze Superiori che ne sono i gli archetipi, i Creatori, che lo hanno pensato e che lo governano perché noi possiamo solo usarlo, bene o male, ma non possiamo in alcun modo determinarne alcun processo.
Di tutto ciò che è natura, gli esseri umani possono solo distruggere per decodificare ma non hanno alcun potere creativo. Non siamo nemmeno in grado di creare la più semplice delle espressioni naturali, non sapremmo creare e dare vita nemmeno ad un filo d’erba. Ecco, soffermiamoci un attimo ad immaginare la meravigliosa perfezione complessa dei nostri organismi e di quelli del regno animale, vegetale e minerale ed una vertigine ci rapirà i pensieri impedendoci di immaginare anche lontanamente che tipo di Forze per noi incomprensibili sono dietro a tutta la manifestazione.
Dal nostro canto possiamo solo fare un piccolo esercizio meditativo. Immaginiamo un oggetto banale (per esempio un bottone) e seguiamone a ritroso le sue caratteristiche fino al momento in cui qualcuno lo ha pensato, intuito. Questo semplice esercizio ci dice che qualsiasi realizzazione umana, prima di diventare tale era un pensiero nella testa di qualcuno. Se ampliamo l’esercizio a sistemi sempre più complessi per esempio arrivando al motore di un’automobile, la costruzione di un palazzo, la chimica dei materiali, ci rendiamo conto che sono tutti frutto di infiniti pensieri tutt’altro che semplici. Ma questo ci dice che la realtà attorno a noi non può che essere frutto di pensieri e che dunque ogni oggetto realizzato dall’umano o creatura della natura sono analogamente frutto di pensieri.
Se per gli oggetti umani possiamo risalire agli ingegneri, architetti, designer che li hanno pensati, come possiamo fare a risalire agli architetti, ingegneri e designer di un filo d’erba fino alla complessità di un organismo umano? Costoro, non risiedono nel mondo della materia, perché è chiaro che non sono gli esseri umani a creare il mondo naturale. Dove sono e chi sono dunque i creatori, i pensatori, i designer del mondo organico naturale? Possiamo davvero pensare che sia stato il caso sparato fuori dal Big Bang?
Ecco, con lo Yoga e tutte le sue pratiche abbiamo la possibilità di conoscere, comprendere, prenderci cura degli involucri di cui siamo costituti. Ed entrare in contatto con chi essi li ha pensati. Non ha un nome. Pertanto potete chiamarlo Divino, Coscienza Universale, Brahman, Assoluto. Non è importante come vogliamo chiamarlo, ma comprendere che esiste.
