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La discrezione è:

Non intervenire.
Non interpretare.
Non correggere.

L’aquila non giudica il mare.
Lo guarda dall’alto con grande precisione.

La discrezione è certo rispetto della privacy dell’altro,
nel senso più semplice di non invadere.

Ma anche non invadere con le proprie reazioni,
con i propri punti di vista,
con le proprie opinioni.

Discrezione è non prendere posizione in modo istintivo, automatico, reattivo.
È alzarsi in volo sopra le situazioni,
per vedere meglio.

È uno sguardo che distingue
senza separare.

Solo un’anima discreta può scorgere ed osservare il karma
senza esserne risucchiata ma dandogli uno svolgimento redentivo.

Solo chi sa tacere interiormente
può osservare senza i propri filtri
e iniziare a cogliere
ciò che una situazione chiede davvero.
La sua essenza. Quella che risiede nel mondo delle cause; dello spirito.
Dal particolare all’universale.

Per questo la discrezione
è la premessa della meditazione autentica.
Ed il suo effetto.

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