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Sempre più persone si avvicinano allo yoga per migliorare il benessere digestivo. In effetti, una pratica ben calibrata può aiutare molto chi soffre di colite o colon irritabile (IBS). Ma non tutte le posizioni sono adatte. Alcune, se proposte senza attenzione, possono accentuare dolore, gonfiore e spasmi. Comprendere cosa evitare è il primo passo per costruire una pratica davvero terapeutica.

Colon irritabile: cosa succede nel corpo?

Il colon irritabile non è una malattia strutturale, ma una condizione funzionale.
Significa che:

  • l’intestino è ipersensibile
  • la motilità è alterata (troppo veloce o troppo lenta)
  • il sistema nervoso enterico è reattivo
  • spesso c’è una componente emotiva e neurovegetativa importante

L’intestino è strettamente collegato al sistema nervoso autonomo. Quando il simpatico è iperattivo (stress, tensione, controllo), il colon tende a reagire con spasmo o disordine funzionale.

Una pratica yoga troppo intensa può quindi aumentare la reattività, anziché ridurla.

Le asana da evitare o modulare con cautela

Torsioni profonde e mantenute
Le torsioni intense comprimono fortemente l’addome, in particolare il colon discendente e il sigma, zone spesso dolenti nei soggetti con IBS. Possono:

  • aumentare crampi
  • accentuare il gonfiore
  • stimolare eccessivamente la motilità

Le torsioni, se utilizzate, dovrebbero essere dolci, brevi e respirate, mai forzate.

Lavoro addominale intenso e tecniche di “fuoco”
Pratiche come:

  • Navasana mantenuta a lungo
  • Uddiyana Bandha
  • Agnisara
  • Kapalabhati

aumentano la pressione intra-addominale e attivano fortemente il sistema simpatico.

In un intestino già iper-reattivo, questo può tradursi in:

  • spasmi
  • diarrea
  • dolore post-pratica

Estensioni profonde (backbend intensi)
Le grandi estensioni creano una forte tensione della parete addominale. In presenza di mucosa irritata o sensibilità viscerale, questo può aumentare la percezione del disagio. Meglio preferire aperture toraciche dolci e sostenute, con supporti.

Inversioni intense e mantenute
Inversioni come:

  • Sirsasana
  • Verticali sulle braccia
  • Sarvangasana mantenuta a lungo

possono modificare la pressione addominale e risultare sgradevoli nei soggetti sensibili.

Il principio fondamentale: non stimolare, ma regolare
Nel colon irritabile il problema non è la “pigrizia” dell’intestino, ma la disregolazione neurovegetativa.
L’obiettivo della pratica dovrebbe essere:

  • calmare il sistema nervoso
  • favorire il tono vagale
  • migliorare la percezione corporea
  • ridurre la tensione addominale

Lo yoga, in questo caso, non deve essere energizzante, ma contenitivo e ritmico.

Proposta di sequenza dolce per colon irritabile

Durata: 20–25 minuti Intensità: bassa

Respirazione: lenta, con espirazione leggermente più lunga

Respirazione diaframmatica supina (5 minuti)

Sdraiati con una mano sul ventre. Inspirazione morbida. Espirazione lenta e più lunga (4–6 secondi).
Obiettivo: attivare il sistema parasimpatico.

Movimenti pelvici dolci (5 minuti)

Basculazioni del bacino in posizione supina. Movimento lento, coordinato al respiro. Effetto: massaggio viscerale naturale e non invasivo.

Torsioni leggere da supini (5 minuti)

Ginocchia al petto e poi lasciate cadere lateralmente con supporto sotto le cosce.Restare 1–2 minuti per lato, senza forzare.

Balasana con supporto (5 minuti)

Torace appoggiato su un cuscino o bolster. Respirazione nella zona lombare e posteriore. Effetto: contenimento e rilassamento addominale.

Rilassamento finale in posizione fetale (5 minuti)

Lato destro o sinistro, ginocchia raccolte. Respiro lento e naturale.

Indicazioni importanti

Durante fasi acute (dolore forte o diarrea attiva):
evitare pratica dinamica
privilegiare solo respirazione e rilassamento

In caso di stipsi prevalente:
si possono inserire movimenti ritmici un po’ più attivi
sempre evitando compressioni intense

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