
Lo Yoga è un cammino di evoluzione della Coscienza Umana (e forse indirettamente anche non solo di quella umana). Evoluzione che può avvenire grazie a:
un sofisticato e complesso sistema che passa da una raffinata disciplina fisica ed arte del movimento,
strumenti e tecniche di respirazione consapevole e sanificante,
esercizi per l’indagine del piano mentale,
concentrazione ed
approdo alla superiore realtà della Meditazione.
Tutto questo percorso, questo cammino, aiuta a ricondurre l’anima dell’Uomo (che è il ponte tra Terra e Cielo) al piano Spirituale.
Il sistema Yoga non è cosa dei tempi moderni anche se, di questi tempi, sono nati e sono molto di moda molteplici suoi deformi figliastri.
Lo Yoga accompagna l’umanità da millenni. Tuttavia non sempre ha avuto lo stesso significato e gli stessi effetti sull’anima umana, perché l’uomo non sempre è stato uguale a se stesso sia da un punto di vista fisico/fisiologico che animico/coscienziale/spirituale.
Ed anche perché nei diversi luoghi della Terra ove è apparso ed è presente ancor ora, diverse erano (e sono) le condizioni di coscienza e di vita e di forma e di cultura, degli esseri umani e degli ecosistemi.
Infatti, nel corso dell’evoluzione, la coscienza umana si è trasformata e continua a farlo vedendo mutare il rapporto dell’individuo con il corpo fisico, con il mondo sensibile, con la propria interiorità e con il divino.
L’indagine spirituale – ma anche quella storica – ci mostra che nelle epoche più antiche, l’umanità aveva un legame più aperto, più diretto ed immediato con il mondo spirituale e la percezione di questo piano non era compressa e nascosta nella e dalla esperienza materiale come accade per noi. Ciò che a noi umani di oggi appare come una realtà solida, tangibile, dimostrabile, misurabile – che è il mondo della materia -, in epoche antiche era avvertito come qualcosa che velava l’essenza di un mondo reale che si sentiva più profondo o più sottile (decidete voi) della realtà sensibile.
Quante volte avete sentito parlare di maya. Maya che non è semplice illusione come spesso si traduce e si pensa, ma apparenza materiale che nasconde, la realtà che è spirituale e che come tale è il mondo delle cause, degli archetipi, delle idee, dei semi che originano quel mondo materiale.
In quel tempo dello Yoga paleo Indiano (circa 10.000 anni fa) la conoscenza spirituale era ad appannaggio di quei Maestri che chiamiamo Santi Rishi (Maestri Spirituali di grado elevatissimo) e non era frutto di sforzo metodico conoscitivo, come potrebbe essere ora per noi, ma era collegamento diretto col mondo dello spirito, chiaro-veggenza naturale di esso. Quell’uomo non doveva conquistare il sovrasensibile: vi partecipava, per volontà evolutiva, spontaneamente.
Tuttavia il cammino di evoluzione umana per la conquista di una coscienza libera, non poteva fermarsi li e richiedeva un sacrificio che per noi ha dell’incredibile: proprio la perdita di quella visione immediata del mondo sovra sensibile.
Questo sacrificio ha consentito però un progressivo emergere dell’Io umano come auto coscienza libera e frattale della scintilla divina. In tal modo la coscienza umana è uscita dal grembo divino ed è potuta diventare progressivamente più individuale. Ed il fenomeno è ancora in atto.
Dunque, ciò che che un tempo era dono – la visione del mondo delle spirito, degli archetipi, delle cause – in questa nostra epoca richiede volontà e può essere solo il frutto di una scelta libera. Va conquistato nella piena e libera volontà.
In questo passaggio si comprende anche il senso della nascita e del notevole sviluppo che ha avuto ed ha ancora: la scienza moderna come indagine oggettiva della materia.
Indagine che non rappresenta affatto una deviazione dallo spirito, ma una fase necessaria.
L’uomo grazie ad essa ha infatti la possibilità di ‘smontare’ fino alle sue parti più piccole la materia e ‘rimontarla’ imparando a conoscere il Logos generativo che è dietro il mondo materiale.
E questo lavoro viene fatto con assoluto rigore (metodo scientifico), per impedire che fantasie personali, simpatie ed antipatie, gusti, opinioni, possano stropicciare, travisare, la verità delle cose o la ricerca di essa.
Così, compenetrando la materia (smontandola), l’Io umano, può prendere coscienza che la materia stessa non è un assoluto casuale, ma una forma di manifestazione di un pensiero logico, superiormente intelligente e creativo/creatore.
E la via della rigorosa conoscenza scientifica (del nostro tempo) è dunque un necessario percorso di preparazione ad un pensare logico (e poi vivente) che diverrà capace di riconoscere nello stesso atto del conoscere la forza creatrice originaria del fenomeno che osserva.
In questa prospettiva, lo Yoga non può più rappresentare ciò che rappresentava nei tempi vedici.
Non può essere ricerca di una chiaroveggenza naturale o addirittura ricerca di una effusione estatica nello spirito.
Se si vuole percorrere la Via dello Yoga in chiave moderna il cammino va fatto nell’ottica sopra indicata ovvero come un cammino di evoluzione della coscienza.
L’unione (yuj) allora non parte da una nostalgia di un’origine perduta a cui tornare per stanchezza di una vita complessa, ma conquista cosciente del piano divino nei suoi molteplici livelli in una attitudine interiore di scelta e completa libertà.
