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Le posizioni yogiche tenute anche per molto tempo senza sforzo, hanno il fine di liberare il corpo dai disagi e dunque far cessare i segnali corporei, una delle fonti di distrazione della mente dello yogin. Il fine è preparare l’Antar Yoga – Yoga profondo, e cioè concentrazione, meditazione e samadhi (Samyama).
L’Hata Yoga lavora con un principio di reciprocità. Ciò che accade nel corpo diventa lo specchio per far accadere lo stesso nel mentale.
Il tenere ferme gambe, tronco, testa e braccia in posizioni decondizionanti, induce a realizzare l’attitudine opposta della mente risucchiata invece dallo scorrere agitato e caotico della vita quotidiana.
Si governa indirettamente la mente.

Come ci ha ricordato il grande Maestro A. Van Lysebeth esiste un intimo legame tra la mente ed il corpo. Un legame circolare poiché le āsana agiscono profondamente nell’universo dell’uomo, sia sul piano fisico, sia sul piano mentale.

“La mente non è che la registrazione delle impressioni che continuano ad esprimersi e susseguirsi con ritmo incessante, come avviene per i pensieri.
La mente è azione. Il pensiero vi costringe all’azione;
l’attività crea continuamente nuove impressioni nella sostanza mentale.
Lo Yoga cerca di distruggere l’origine di questo circolo vizioso per mezzo di un metodo che impedisce alla mente di compiere le sue funzioni.
Lo Yoga esamina, controlla e interrompe la funzione basilare della mente, cioè il pensiero.
Quando si trascende il pensiero, inizia l’attività dell’intuizione e dell’Autoconoscenza.
Il pensiero ha la capacità di creare o di annientare il mondo in un attimo.
La mente crea il mondo a seconda del suo Sankalpa o pensiero”.
 Tratto da “La potenza del pensiero” Swami Sivananda

Quando si è confortevolmente posizionati e senza disagio si è anche rilassati e questo conduce ad una condizione ipo-metabolica dell’organismo alla quale gli stati meditativi seguono quasi spontaneamente.
Il lavoro sul corpo che ci fanno fare le āsana, non è finalizzato quindi ad un risultato atletico tantomeno è una forma di spettacolarizzazione delle potenzialità delle forme che il corpo può raggiungere.
Le āsana non sono una reazione come sono invece gli esercizi ginnici.
Le asana sono una azione.
Logica. Volontaria. Libera.
Non si muovono a caso. Tutto in esse è strutturato con una sequenzialità intelligente, ad immagine del Logos. Dalla presa della posizione e per tutto il successivo mantenimento passando per il controllo del respiro, si segue una logica esemplare e si curano dettagli fecondi al raggiungimento dello scopo dello Yoga.
Asana pertanto è uno strumento ulteriore per arrivare al controllo della mente e questa è la rivoluzione dello Yoga come sistema esoterico. Che poi Asana permetterà di conquistare una maggiore agilità corporea è innegabile.

Christina

 

Scritto da Christina Russo (proprietà intellettuale riservata)

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