Tapas

“la determinazione” II.43

 “La tranquillità della mente, la benevolenza, il silenzio, l’autocontrollo e la purezza di cuore – questi sono gli aspetti del tapas mentale”. (Bhagavadgita – Cap. XVII: 14-15-16).

È la spinta interiore a fare. 
La determinazione volitiva a perseguire il cammino di conoscenza.

Ascesi significa esercizio, esercitarsi, quindi un atto volitivo e tapas significa calore, allora: il calore creato dallo sforzo (lo sforzo infatti genera calore), e la metafora del calore che purifica le vrtti del mentale, grazie alla volontà di autocontrollo. Nulla si ottiene senza dedizione, senza sforzo, senza concentrazione e questo è vero per tutti i campi, anche quelli scientifici, pratici, lavorativi. Tapas è definito dal Manu come “la concentrazione di tutte le nostre facoltà, ed è considerato come la maggiore di tutte le virtù, in quanto è l’essenza stessa di esse”.

Tapas rende possibile l’impossibile. 

La locuzione latina “nihil difficile volenti”significa letteralmente: “nulla è arduo per colui che vuole”. È il nostro “volere è potere”.Tapas viene da “t+apasdove la Tindica la lucee significa “atto sacro” 

ap” significa “acqua” intesa come atto purificatorio. 

Anche “an” significa acqua intesa come ciò che oscura la luce, gli abissi dell’acqua. “Apana”, che vedremo nei 5 Vayu al capitolo del Prânâyâma, infatti significa “il soffio purificatore dell’acqua tenebrosa”. O meglio acqua pura che purifica acqua tenebrosa.

Tapasallora è la luce che deriva da un atto sacro, da un sacro fare, da qui anche la parola sacri-ficio.

Tapas dunque è il sacro fareun fare legato alla dedizione, all’impegno, alla volontà dell’agire sacro. Infatti indica spesso calore. La Tci parla di questo calore, il caloredella luce.Tapas è lo sforzo del controllodel pensiero, delle azioni, della parola, dei giudizi. L’esercizio del testimone. Il tapas non solo conduce alla cessazione delle pene della vita, ma permette anche lo svilupparsi di poteri mistici le Siddhi. 

Principio di reciprocità

Portare sempre nella pratica costantedelle posizioni un sacro agire:

“giustaattenzione al respirosana ed equilibrata alimentazionerispetto dell’ambientee della vitadi tutti gli esseri, nella pratica assidua della meditazione”

Questo porta la distruzione dei pensieri sparsi che colonizzano la mente.

Urge l’azione interiore, la più pratica, la più volitiva, proprio per fraternità e generosità, per offerta di sacrificio. Ma occorre tutta la forza, la capacità di superare ogni disinganno. Sono ore di intenso lavoro interiore, di barriere da superare, di nodi da sciogliere. …Con questo risorgere ho la misura esatta dei valori terrestri e di ciò che veramente merita essere voluto e affermato sino in fondo, oltre tutto. Questo è decisivo per l’assunzione delle forze: quelle che vengono donate dal Mondo Spirituale se si è veramente indipendenti dagli attaccamenti terrestri: onde non sia fatto un uso non giusto di esse.” 

                                                     Massimo Scaligero (antroposofo)