Che Yoga “fai”?


Quando capita che qualcuno venga a sapere che sono insegnante di Yoga mi viene spesso chiesto “che yoga faccio”. Questa domanda mi spiazza innanzitutto perché lo Yoga è uno ed è quello tradizionale, il Raja Yoga ed io quello porto, ma poi perché non è possibile ridurre lo Yoga a qualche etichetta. Così quando mi viene posta quella domanda io so che la risposta che vorrebbero sentirsi dare è che tipo di “yoga da tappetino”.Ma lo Yoga è una soteriologia cioè una via evolutiva salvifica che affonda le proprie radici nell’induismo. E’ uno dei sei Darshana ovvero “punti di vista metafisici” scaturiti dalla visione sovrasensibile del Vedānta; è quindi un sistema di accompagnamento nella vita con valenza universale, indipendentemente dai sistemi delle credenze religiose o delle etnie.

E’ un serbatoio di conoscenza dal quale chiunque può attingere e trarre molto beneficio.
La via dello Yoga fa tornare la nostra vita nelle nostre mani insegnandoci ad essere in primo luogo consapevoli spettatori e poi consapevoli attori di essa. Ci fa uscire dall’oblio, dalla confusione mentale, dalle dipendenze, dall’insicurezza, ci dona pace, calma interiore, lucidità.

Gli anni della mia formazione con la Federazione Italiana Yoga sono stati preziosissimi perché ho potuto mettere ordine, comprendere la consequenzialità, l’interdipendenza, l’indissolubile legame dei suoi strumenti.

“Ci sono ottantaquattro milioni di Âsana descritte da Shiva. Ci sono tante posizioni quante sono le specie di creature viventi nell’universo. Tra di esse ottantaquattro sono le migliori, e fra queste ottantaquattro, trentadue sono state riconosciute utili per il genere umano in questo mondo.
Gheranda Samhita II, 1-6.

Se si vuole che lo Yoga esplichi tutto il suo potenziale, non si può prescindere dal percorrere tutti i suoi gradini, otto per la precisione. Senza compiere tutti questi passi, la semplice pratica delle âsana non può essere definita Yoga.
L’aspetto delle âsana purtroppo è tutto ciò che spesso in Occidente ne esaurisce l’immagine.

L’archetipo originale è invece essere uno strumento raffinatissimo indirizzato a predisporre il complesso psico-fisico nelle condizioni più adatte per compiere quegli otto passi che realmente sono Yoga e che vedremo in parte in questo sito e che trasmetto nei miei corsi. Dunque, con lo Yoga si fa un percorso che contatta i diversi piani dell’essere umano: fisico, energetico, psichico. Piani avvolti spesso nel mistero. 

Se pensiamo che la parola “mistero” ha il senso di “serrato – chiuso” e riflettiamo sul fatto che si chiude qualcosa per proteggere un contenuto, capiamo che se vogliamo scoprire un contenuto ci serve una chiave di accesso. Lo Yoga conduce alla porta e fornisce anche la chiave per aprirla e scoprire l’essenza di quei piani.