Aparigraha

“Ridurre ciò che si possiede allo strettamente necessario”
“Ap-ari-graha sthairye janma kathanta sambodhah”
II.39

“ap”significa liberare, ripulire, purificare (la p è sempre implicata nella purificazione). Apana è infatti la forza eliminativa, purificativa.
“ari” significa devoto, fedele
“grah” significa trattenere 
“ha” significa spostare, muovere verso

Quindi Aparigraha è 
liberare il devoto da ciò che lo trattiene o lo spinge verso qualcosa. “Quando si è radicato nel non possesso ha la conoscenza del come e del perché della sua esistenza.

La solidità di aparigraha, possedere solo l’indispensabile ma non solo da un punto di vista materiale. Tutti gli eccessi cono possessioni. Il cibo, i divertimenti, le astinenze, lo studio, il lavoro, i vizi..
Liberarsi da ciò che trattiene o spinge verso qualcosa, potremmo dire brame, desideri, impulsi sempre indotti sull’anima da forze dell’ostacolo al fine di oscurare una retta visone delle cose e dunque un chiaro pensiero, farà comprendere il senso della vita propria e di quella intorno.

Tradotto usualmente con ridurre ciò che si possiede allo strettamente necessario è un po’ riduttivo. Io direi più simile ad abhinivesa e raga. Liberarsi dagli attaccamenti e dalla paura di staccarsene.  Quindi è un pensiero LIBERATORE da ciò che ci trattiene.

Il mondo materialista fa in modo di trattenerci con bisogni indotti che mantengono la nostra coscienza e le nostre azioni dove qualcun altro vuole che siano. Questo non permette lo sviluppo della coscienza superiore perché un bisogno tira l’altro e questo distrae completamente dalla ricerca di chi siamo o dalla sua scoperta e dall’obiettivo di dare un senso alla nostra vita, perché come diceva Rudolf Steiner “il senso della vita è dare un senso alla vita“.

Basta guardarsi intorno e vedere esseri umani sottratti quasi integralmente a qualsiasi possibilità di ritagliare un minuto veramente per sé stessi ove potersi ascoltare, farsi delle domande e cercare delle risposte. Anzi, quando questo dovesse accadere c’è sempre qualcosa pronto a riempire quel silenzio, un social, la tv, una telefonata, la palestra, un nuovo acquisto.

Aparigraha offre una possibilità di controllo del pensiero molto importante perché le forze che lo contrastano sono potenti.

Nella pratica

Nella pratica ci liberiamo da ciò che ci trattiene quando siamo in condizione di rilassamento, quando lasciamo andare le tensioni, i pensieri, i ricordi, gli attaccamenti. Ecco che troviamo anche il principio di reciprocità: imparare a lasciar andare il superfluo dividere l’inutile dal necessarioper ritrovare la nostra essenza.